Pink Floyd in Venice: the day after

Domenica, 16/07/1989

Dopo essere stati in giro tutta la notte a ballare e passeggiare in una Venezia sconvolta dall’invasione di 200.000 persone, in un’atmosfera di rara eccitazione resa febbrile dai pericoli corsi, lo spettacolo cui abbiamo assistito alle prime luci dell’alba affacciandoci su Piazza San Marco deserta va al di là di qualsiasi descrizione possibile.

venezia aftermath.jpgPiazza San Marco era tutta bianca, interamente ricoperta di sacchetti di plastica. Sembrava che Christo, quell’artista bulgaro che si diverte a impacchettare le cose col cellophane, monumenti ed isole compresi, fosse passato di lì e avesse deciso di infilarsi Piazza San Marco in una borsetta di nylon della spesa. Spettacolo allucinante e angosciante, incredibile che qualcuno avesse deciso di sottomettere Venezia ad un sacco (mai termine fu più appropriato) simile e non avesse pensato alle problematiche di ordine pubblico poste da un evento come questo.

Nel ritornare verso la stazione ci siamo resi conto che nemmeno il resto della città era messa tanto bene. Giovani appisolati ovunque, campielli ridotti a cessi all’aria aperta, in ogni angolo immondizia e quei maledetti sacchetti di plastica.

No, niente musica oggi…

 

 

 

 

 

Pink Floyd in Venice: the day afterultima modifica: 2009-07-16T17:46:00+02:00da 20annifa
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