Pink Floyd a Venezia, ovvero il concerto del secolo

Sabato, 15/07/1989

Stamattina siamo partiti piuttosto presto col treno da Bassano per vederci il concerto dei Pink Floyd: oltre a me, Parola e le due danesi, si sono aggregati Romi, suo fratello e un amico del fratello.

Il tam-tam degli ultimi giorni che era giunto fino alla piazza bassanese prefigurava un esodo di massa verso Venezia, per cui all’insegna del vecchio detto chi prima arriva meglio si sistema, abbiamo deciso di non partire di pomeriggio, come originariamente previsto.

La decisione è stata provvidenziale, visto che il treno, solitamente mezzo vuoto a metà mattinata, invece era pieno di gente occorsa da ovunque per vedersi il concerto del secolo. Addirittura, alla fermata di Mestre, verso mezzogiorno circa, la folla era così imponente che solo pochissimi sono riusciti a entrare nel treno già strapieno: tra i moltissimi rimasti a terra non mancava qualche testa calda che voleva impedire che il treno ripartisse senza di lui e così qualcuno ha cominciato a spintonare i vagoni. Piccoli attimi di panico prima dell’intervento di poliziotti e capostazione, che hanno permesso al treno di ripartire sotto una selva di bestemmie e qualche sputo. Ilse e la sua amica erano piuttosto spaventate, ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio.

pink floyd venezia.jpgArrivati a Venezia, ci siamo subito accorti che c’era qualcosa che non andava. In poche parole c’era gente ovunque, otto ore prima che ciominciasse il concerto. Giovani dagli accenti più improbabili, dalla Sicilia al Piemonte, accorsi a Venezia come se dovesse scendere il Messia. Nel tardo pomeriggio, la parte di Piazza San Marco antistante il palco galleggiante era già completamente occupata e allora ci siamo accampati di fronte al Caffè Florian.

Poco prima delle otto di sera il brusio della piazza è stato coperto da un rumore che ricordava quello di un terremoto: la Polizia aveva caricato la folla e questa si era messa a correre all’impazzata verso tutte le uscite disponibili. Noi ci siamo trovati letteralmente trasportati verso Calle dell’Ascension e lo spavento più che la prontezza di riflessi han fatto sì che nessuno venisse travolto. Incredibilmente, una volta tornati in piazza, abbiamo pure trovato le scarpe di Parola, il quale stava maledicendo la sua decisione di togliersi le scarpe. Dopo una ventina di minuti, quando tutto sembrava essersi calmato, di nuovo il mostruoso rumore e l’impeto della folla in fuga dai manganelli ci hanno sommersi. Stavolta qualcuno di noi si è pure tagliuzzato alle gambe scappando su un tappeto di cocci di bottiglia.

A questo punto, con le due ragazze spaventatissime (e con qualcuno tra gli uomini anche più terrorizzato delle spaventatissime ragazze), abbiamo deciso di girare al largo da Piazza San Marco. Parola ha avuto l’ottima intuizione di andare sulla Giudecca, dove i festeggiamenti per la Festa del Redentore sono tradizionalmente molto sentiti.

Alla fine, quando alle 21.45 sulle note di Shine on you crazy diamond cominciava il concerto, noi vedevamo un maxischermo alla Giudecca e le luci lontane dei laser che perforavano la laguna. Alla tele dicevano che erano più di 200.000 i giovani (e non) occorsi a Venezia, un evento che era sfuggito a qualsiasi controllo, con le varie autorità che cominciavano già a palleggiarsi le responsabilità.

Finito il concerto (concertino da 90 minuti… coi Pink Floyd forse terrorizzati che il loro palco sprofondasse in laguna), per noi è cominciata la festa vera, quella di piazza, con la gente che ballava per strada fino all’alba, che alla fine sarà per noi il migliore ricordo di questa giornata movimentata.

 

Video del giorno: non poteva mancare un piccolo estratto del concerto, Comfortably numb:

Pink Floyd a Venezia, ovvero il concerto del secoloultima modifica: 2009-07-15T17:21:00+02:00da 20annifa
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5 pensieri su “Pink Floyd a Venezia, ovvero il concerto del secolo

  1. Si è stimato che il 15-07-1989 a Venezia abbiano presenziato 389999 persone non paganti,e 0 persone paganti,(io ero il 389999’esimo di quelli presenti non paganti)ed è stato definito il più bello spettacolo musicale della storia,passato alla storia per: esordio di un gruppo pop, rock, sinfonico, melodico,drammaturgico, lirico,e futuristico,medicamentale(completo a 360 gradi) resuscitato, architettonicamente con effetti luci laser piroteccnico sonoro eseguito nella massima perfezione galleggiante sul mare,tele trasmesso in mondo visione (come lo sbarco sulla luna 19 anni e 359 giorni prima commentato sonoralmente da loro),Per me questo concerto è come se mi ha plasmato il mio carattere futuro,come quando si esprime e si avvera un desiderio quando si vede una stella cadente,ho avuto la fortuna di godermelo e vierlo,e ri viverlo quando lo voglio per tutto i mio futuro,in più il resto sulla fama dei Pink floyd forse già voi lo conoscete.e termino con l’ultima parola: devolvere parte della loro ricavato economico della loro cariera lavorativa,artistica,è hobbistica con la beneficenza .

  2. C’ero anch’io fortunatamente dentro ai giardini a destra fronte palco dove quei poliziotti sono entrati a menar manganellate, ma fino in cima al monumento non sono arrivati.
    Visto il tutto con la mia amica Nadia seduti su una pila di sedie da giardino.
    Grandioso

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