C’è la crisi di governo, tanto per cambiare

Domenica, 21/05/1989

E così anche De Mita ha gettato la spugna. Dopo poco più di 400 giorni, il governo abbandona e rimette il mandato.

forlani de mita.jpgParadossale il nostro paese: le cose in economia vanno benone, ma sotto l’apparente stabilità garantita dal pentapartito in realtà cova un’instabilità politica seconda a pochi altri paesi moderni. E un esecutivo privo di consenso non riesce nemmeno ad abbozzare una singola riforma prima di essere impallinato.

Io voterò a Giugno per la prima volta in vita mia alle Europee. Vedo con interesse l’esperimento del polo laico (Radicali che si sono uniti a PLI e PRI), potrebbe essere una cosa che un bel giorno apre altre strade che non siano quelle del pentapartito.

L’uomo di Nusco non mi è mai stato troppo simpatico, ma a questo punto gli succederà un Andreotti o un Forlani.

 

Video del giorno: la canzone del cuore di queste ultime settimane… i Dexys Midnight Runners con Come on Eileen

C’è la crisi di governo, tanto per cambiareultima modifica: 2009-05-21T15:11:33+02:00da 20annifa
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3 pensieri su “C’è la crisi di governo, tanto per cambiare

  1. Gli anni 80 sono stati straordinari perchè, all’improvviso, tutto ci è sembrato possibile. Se si pensa solo ad invenzioni come il videogame, il walkman, il videoregistratore, solo per fare alcuni esempi. Queste invenzioni non sono state immediatamente alla portata di tutti, però credo rappresentassero uno stimolo a fare di più, per avere di più. Non credo che fossero i walkman a muovere l’economia :o), però penso che l’umore generale della gente, dei paesi occidentali, fosse estremamente positivo e credo che di questo l’economia ne abbia beneficiato moltissimo.

    E c’è chi nell’abbondanza ci ha sguazzato senza tener conto del fatto che dopo le vacche grasse arrivano sempre quelle magre. Ricordo che in quegli anni c’era gente che andava in pensione a poco più di 40 anni… De Mita, purtroppo, è un mio conterroneo (corregionale) e non ne vado per niente fiera…

  2. Bella la tua definizione degli anni ottanta… Anche a me sembrava che tutto fosse diventato possibile. A me addirittura ad un certo punto sembrava che il mondo intero stesse per entrare in una fase di maggiore razionalità e maturità. Sconfitto il terrorismo di matrice politica, scomparsi o quasi la minaccia della guerra atomica ed il fanatismo religioso, finite le illusioni di matrice totalitaria e socialistica, sembrava ad un certo punto che tutto dovesse tendere verso un mondo migliore. Ne parlo in questo post un pò filosofico, dove cercavo di fotografare lo spirito di quei tempi, lo Zeitgeist degli anni ottanta:
    http://ventannifa.myblog.it/tag/zeitgeist

    Forse li ricorderemo come gli anni della grande illusione…

  3. “Che sia un’indicazione che il mondo sta inaugurando una fase storica di maggiore ‘maturità’, all’insegna del predominio della ragione? Speriamo proprio.”
    Così hai concluso il tuo post. Allora non potevamo sapere che, al contrario, stavamo vivendo una fase di grande leggerezza ed immaturità, che non ci avrebbe portati troppo lontano. Insomma, si è passati da un eccesso all’altro. D’altra parte la storia insegna: ai periodi di austerità seguono sempre periodi di rilassatezza. Incrociamo le dita. :o)

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