Addio a Marisa Bellisario

05/08/1988, Venerdi

Temo davvero che questo diario stia diventando un surrogato dei servizi di necrologi, ma purtroppo quando se ne va qualcuno prematuramente e per di più qualcuno di estremamente capace, è una cosa che colpisce sempre.

178923657.gifApprendo da una copia di un giornale italiano raccattato in Marienplatz che ieri se n’è andata a causa di un male incurabile, a soli 53 anni, Marisa Bellisario, la più famosa donna manager italiana.

Divenuta celebre grazie al risanamento capolavoro dell’Italtel, è stata un simbolo della sofferta e non ancora pienamente compiuta affermazione della parità tra uomo e donna nel mondo del lavoro (i differenziali retributivi e il numero di donne nei posti chiave parlano chiaro, ma credo che nei prossimi vent’anni la situazione certamente cambierà).

E’ anche uno dei role model di mia sorella, per cui in un certo senso, chiaramente molto figurato, è un pò come se ci lasciasse uno di famiglia.

Addio, Marisa, quando se ne vanno quelli come te viene sempre da pensare che sono sempre i migliori a lasciarci per primi.

 

P.S.: le Americane oversize ieri notte non hanno lasciato la chiave di casa sotto lo zerbino e così io e il francese pazzo, il compagno di stanza, ce ne siamo andati a zonzo fino alle prime luci dell’alba per non svegliare il vecchietto. E’ un buon diavolo, il francese, mi sa che l’avevo giudicato male. D’ora in poi non sarà più il francese pazzo, ma il francese eccentrico.
Grande fan del Boss… poteva anche dirmelo prima, benedetto ragazzo.

Video del giorno: questa volta la dedica è per Karine, Im nin alu di Ofra Haza

 

Addio a Marisa Bellisarioultima modifica: 2008-08-05T08:42:00+02:00da 20annifa
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2 pensieri su “Addio a Marisa Bellisario

  1. Non amo i necrologi pieni di retorica e di bugie sui trapassati, per questo vorrei dire due parole sulla Signora Marisa Bellisario. L’ho conosciuta personalmente nel 1984 a Palazzo Uffici di Ivrea (sede Olivetti) sicuramente la signora possedeva capacità lavorative e decisionali di gran lunga superiori a quelle di molti dirigenti leccapiedi di quella realtà lavorativa. Era anche disposta a schiacciare chiunque non fosse d’accordo con la sua linea “produttiva” e ha sicuramente silurato una marea di persone che non gli andavano a genio. Per favore evitate quindi di canonizzare le persone solo perché hanno spostato la loro residenza nell’aldilà. r|t – 17apr2011

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