17/11/2009

Chi passa in mezzo ai leoni...

Venerdi, 17/11/1989

Oggi parliamo di Università. Sono matricola in Bocconi e dopo qualche settimana di corsi è il tempo di fare un primo bilancio.

bocconi.jpgLa prima cosa che ho imparato è che passare l'ingresso per la parte centrale, in mezzo ai leoni dell'ingresso, porta sfiga. Pare che ci sia un vecchio detto che recita: "Chi passa tra i Leoni non si laurea alla Bocconi".

Io, che non sono superstizioso, ovviamente ho preso a passare subito in mezzo ai leoni tutti i santi giorni.

Curiosamente, dopo qualche giorno di attraversamento in mezzo ai leoni, sono stato investito da un motorino (senza conseguenze troppo gravi, se si eccettua il fatto che in questi giorni mi ritrovo con una gamba che è il doppio rispetto all'altra): nonostante continui a non essere superstizioso e tutto sommato attribuisca la causa dell'incidente alle diverse condizioni di traffico di Milano rispetto a quelle di Bassano del Grappa, cui ero abituato, da allora - zoppicando - passo sempre attraverso un'entrata laterale e non più in mezzo ai leoni, non si sa mai....

Per il resto la prima impressione non è male, il tutto è estremamente organizzato e professionale, i compagni sembrano dei bravi figlioli (si, dai, anche quello che sta sempre in prima fila e si ostina a scrivere "migliardi" anziché "miliardi") e i professori mi sembrano sappiano il fatto loro (a parte quello che dice sempre "Da ciò ne consegue", diamine, non potrebbe dire "Da ciò consegue" o "Ne consegue"? Che spreco).

Sono intervenuto in una lezione sola per ora: il prof mi ha detto testualmente "vede, lei non ha torto, ma ho ragione io" e sto ancora cercando di capire se si tratta di un complimento o di un invito a non interrompere più. Stiamo a vedere.

Video del giorno: i vecchi cari Del Fuegos, chissà chi si ricorderà di loro tra qualche anno...  I Still Want You

10:19 Scritto da : 20annifa in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: 1989, vent'anni fa, anni ottanta, anni 80, nostalgia, bocconi, università, milano | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

16/11/2009

La speranza che viene dal Brasile

Giovedi, 16/11/1989

Ho seguito con una certa curiosità le elezioni brasiliane, le prime elezioni svolte democraticamente dal 1960 in Brasile.

collor.JPGDue i contendenti: da una parte il "liberista" Fernando Collor de Mello, giovane (appena 40 anni) e atletico (celebre un suo spot elettorale dove si esibisce in qualche maschia bracciata in piscina) dall'altra il grigio e barbuto sindacalista Luiz Inacio Lula da Silva, al secolo Lula.

Come da pronostico, ieri ha vinto il candidato più fotogenico, populista e aggressivo.

Fernando Collor de Mello ha promesso di aprire una nuova fase economica oltre che politica per il suo paese. Per Lula invece è assai probabile che la sconfitta finisca per marginalizzarlo, lasciando il posto ad una sinistra meno massimalista e ad un candidato più moderato.

In questi giorni stiamo tutti pensando a cosa sta succedendo in Europa, dove si stanno aprendo scenari impensabili con i sovietici che stanno lasciando andare per la loro strada praticamente tutti i paesi del Patto di Varsavia, ma se si guarda bene una mappa si nota che anche in America Latina è caduto un Muro: per la prima volta nella storia, tutti i paesi latino-americani (tranne Cuba) hanno governi eletti democraticamente, anche qui è caduto simbolicamente un Muro ed una dopo l'altra sono cadute tutte le dittature militari.

Si, è il migliore dei mondi possibili, come diceva quel famoso filosofo.

Video del giorno: di bene in meglio Stand dei R.E.M.

12/11/2009

Di come alla fine cambiarono nome pure i Comunisti italiani

Domenica, 12/11/1989

Ho sempre visto Achille Occhetto come un ossimoro ambulante, certo anche a causa di quello sfortunato accostamento tra un roboante nome di battesimo e un pavido cognome, che lo accosta ai piumati più che al figlio di Peleo.

PCI.jpgOggi ho avuto di nuovo la sensazione che probabilmente Achille Occhetto è l'uomo sbagliato nel posto sbagliato allorché in un discorso alla Bolognina ha annunciato che il PCI avrebbe cambiato nome, oltre che simbolo e linea politica. Ma come, dico io, cade il Muro e allora tu il giorno dopo cambi il nome, come se ti vergognassi della tua storia?
Se c'era un sostanziale cambio di rotta nella politica, dovevi aspettare il giorno dopo la caduta del Muro?
Sicuramente la caduta del Muro ha preso di sorpresa il più importante partito comunista dell'Europa Occidentale (cosa che non sarebbe comunque dovuto succedere per un partito che dice di essere al passo coi tempi), ma cambiare tutto solo una volta caduto il muro non è una implicita ammissione di essere antiquati, inadeguati e di avere una storia che non è più un valore, ma una zavorra?

Complimenti per il tempismo e auguri per le beghe con gli scissionisti: credo che i Natta, Cossutta, Ingrao e compagnia bella della linea dura daranno figlio da torcere al pelide Occhetto.

Per quanto riguarda me: chissenefrega, claro, ma mi sa che a questo punto i miei nipoti vedranno la DC al potere.

Video del giorno: Curami dei CCCP :-)))

12:04 Scritto da : 20annifa in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: 1989, anni ottanta, anni 80, comunismo, pci, achille occhetto, bolognina, nostalgia | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook